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Beni Artistici

monumenti di Cetara

 

La Torre Vicereale
La torre di Cetara è stata edificata in periodo angioino, per poi essere trasformata e fortificata ulteriormente durante la dominazione aragonese.
Il suo scopo non era soltanto quello di difendere il paese dalle invasioni dei Turchi dal mare, ma ancora prima serviva per difendere i traffici commerciali marittimi da scorrerie di pirati locali che partivano dalle strette insenature della costa. Dopo lo sbarco dei Turchi nel 1534, l’edificio venne a far parte di un sistema di fortificazione formato da 400 torri che copriva buona parte delle coste dell’Italia meridionale. Queste torri, al momento dell’avvistamento di imbarcazioni nemiche, si trasmettevano segnali con il fuoco di notte e con il fumo di giorno, avvertivano la popolazione dell’imminente pericolo, e si preparavano a difendere la costa.
La torre era dotata di tre cannoni di bronzo, simili a quelli utilizzati sulle navi, che servivano a tenere lontano dalla costa le imbarcazioni nemiche. In caso di assalto venivano utilizzati, invece, i “petrieri”, bocche da fuoco in grado di tirare verso il basso.
La struttura architettonica della torre ha subito nei secoli parecchi cambiamenti. All’originale nucleo angioino di forma cilindrica, fu aggiunta la sopraelevazione “a doppia altezza” del periodo aragonese. Altri cambiamenti ha subito poi nei secoli successivi, fino all’aggiunta di due piani alla fine del 1800 che hanno stravolto in parte la struttura aragonese.

 

La Chiesa di S. Pietro Apostolo
La Chiesa di S. Pietro Apostolo fu edificata alla fine del IX secolo d.C. quando i normanni salernitani debellarono la comunità di saraceni insediatasi a Cetara e costruirono l’edificio sacro per testimoniare la superiorità della cristianità sui musulmani sconfitti.
La chiesa, molto probabilmente in origine dedicata a S. Giacomo, è ad unica navata ed ha subìto con il passare dei secoli numerosi cambiamenti. Gli unici elementi originali oggi si possono riscontrare nel campanile che presenta una base romanica e una sopraelevazione a forma ottagonale con cuspide. Il corpo originario doveva essere molto più piccolo rispetto alla fabbrica attuale e coincideva probabilmente con l’attuale cripta. L’entrata doveva essere sul lato sud, cioè dalla parte opposta a quella odierna. La chiesa è stata ingrandita nel corso dei secoli con l’aggiunta di una costruzione sopra quella originaria e l’elevazione di una cupola. All’interno della chiesa sono da segnalare l’antico organo da poco ristrutturato, e una lapide bilingue (in latino e arabo) che commemora Grandenetto d’Aulisio, il cetarese protagonista della liberazione del principe Federico d’Aragona fatto prigioniero dai baroni di Salerno nel 1484, episodio passato alla storia come “la Congiura dei Baroni”.

 

Chiesa e Convento di S. Francesco
Il complesso monumentale francescano edificato alla fine del XIV secolo, è formato dalla chiesa di S. Francesco, dal chiostro (ora coperto e sede di un ristorante), dalla sede della Confraternita e dalle celle sovrastanti (l’attuale sede comunale).
Nella chiesa, ad unica navata, sulla volta sono presenti numerosi affreschi; di particolare pregio nell’abside una “Deposizione” del pittore cetarese Marco Benincasa e sulla navata una raffigurazione di Suor Orsola Benincasa la venerabile cetarese fondatrice delle Suore Teatine dell’Immacolata Concezione.

 

Chiesa della Madonna di Costantinopoli
La chiesa venne edificata dal 1868 al 1870 nella parte alta del paese. L’edificio fu danneggiato dalla tragica alluvione del 1910 e fu parzialmente ricostruito nel 1921. Ad epoca successiva risale l’aggiunta del campanile.

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